L'Isola di Veg (25/26/27 Maggio 2018)
Aspetti etici, salutistici e culturali in grado di cambiare il mondo
Area Conferenze
Conferenze e workshop, con biologi, medici, nutrizionisti, ricercatori e addetti ai lavori
Degustazioni Bio
Ristorazione vegana, crudista, alcalina e street food
Area Olistica
Attività olistiche gratuite ed incontri con operatori specializzati nelle diverse discipline
Rispetto per tutti gli Animali
Associazioni Antispeciste e Animaliste
Area Ludica
Progetti ludico-educativi per bambini, laboratori, attività ricreative a contatto con la natura
Showcooking
Laboratori del Gusto - Vegan & Raw Food
Ecologia
Educazione Ambientale, Sostenibilità e rispetto per la Natura...
(0 Voti)

Reiki negli Ospedali

Sebbene Reiki non sia ancora universalmente accettato all’interno della comunità medica, molti professionisti della medicina, ospedali e strutture sanitarie ne riconoscono i benefici e lo accettano come terapia complementare.

 

Molti sono i medici che raccomandano Reiki ai loro pazienti per migliorare le condizioni legate al loro stato di salute: alcuni chirurghi ricorrono ad operatori Reiki per effettuare trattamenti sui pazienti prima, durante e in seguito ad interventi chirurgici.
Ad oggi Reiki viene utilizzato in più di mille ospedali nel Mondo: uno studio rivela infatti come solo negli Stati Uniti siano più di 800 gli ospedali in cui viene utilizzato (Fonte), nel Regno Unito sono 61 quelli verificati (Fonte), 12 nella sola Madrid (Spagna) come riportato in un articolo del quotidiano Clarin (Leggi l'articolo). Si hanno notizie di Reiki negli ospedali anche in Svizzera, Francia, Portogallo, Brasile, Argentina, Porto Rico, Messico, Bolivia e Kenia... E in italia?

Seppur lentamente, anche in Italia la pratica di Reiki come medicina complementare sta sempre più diffondendosi: ad esempio, presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S.Carlo Borromeo di Milano e presso l'Ospedale Versilia dell'Azienda Sanitaria della Regione Toscana, Reiki è incluso nei servizi a pagamento. (Link)Seppur lentamente, anche in Italia la pratica di Reiki come medicina complementare sta sempre più diffondendosi: ad esempio, presso il Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S.Carlo Borromeo di Milano e presso l'Ospedale Versilia dell'Azienda Sanitaria della Regione Toscana, Reiki è incluso nei servizi a pagamento.  L’ospedale Cardinal Massaia di Asti dal gennaio 2008 effettua trattamenti di Reiki ai pazienti del reparto di oncologia (Link). Il primario del reparto, Dott. Franco Testore, ha tra l’altro avviato una ricerca scientifica sulla valenza dei trattamenti Reiki per gli ammalati sottoposti a chemio o radioterapia.  Altre sperimentazioni sono state effettuate (alcune delle quali ancora in corso) all’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma (IRE) (Link) e al C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino) dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino (Ospedale Molinette). In quest'ultimo, il vasto consenso avuto tra i pazienti ha fatto sì che i trattamenti di Reiki fossero inseriti nella guida ai servizi aziendali e territoriali (Vedi documento); volontari Reiki sono presenti anche al reparto di cardiochirurgia dell'ospedale infantile Regina Margherita di Torino.

RICERCHE IN ITALIA
Numerosi sono stati gli studi e le ricerche condotti per verificare l’efficacia di Reiki in ambito terapeutico. In Italia, Luisa Merati, medico Internista, Neurologo, Immunologo, e Psicologo clinico, ha coordinato il progetto di ricerca “Reiki e terapia dell’emicrania”.
Il risultato di tali ricerche ha evidenziato come il trattamento con il Reiki di pazienti affetti da cefalee ribelli, abbia portato un miglioramento che si è esplicato, sia in una riduzione del numero degli attacchi, sia nella riduzione dell’intensità del dolore, cioè diminuzione dei giorni di malattia e diminuzione del consumo di analgesici. La misurazione con test psicologici ha evidenziato altresì la diminuzione di stati depressivi, maggior serenità e migliore qualità della vita.
Al sopracitato C.O.E.S. dell’Azienda Ospedialiera San Giovanni Battista di Torino, dal 2003 al 2009 è stata svolta un’indagine, nata dalla collaborazione tra gli operatori Reiki dell’Associazione Cerchio di Luce ed il personale medico, sull’efficienza dei trattamenti Reiki nell’accompagnamento dei malati oncologici nel corso delle diverse fasi della malattia.

Qui di seguito uno stralcio dell’articolo apparso il 2 febbraio 2007 nella cronaca di Torino de “La Repubblica” che parla dei risultati raggiunti al termine della prima fase della sperimentazione:

“(…) Dall’esperienza di altri paesi nel mondo, [il Reiki] è arrivato negli ospedali anche in Italia ed è stato sperimentato dai pazienti oncologici in un primo studio pilota effettuato al Coes, il centro oncologico delle Molinette. Il risultato è a dir poco sorprendente: il 98% delle persone trattate con il Reiki ha dichiarato di averne tratto un beneficio psicofisico. La sensazione descritta è di un sensibile calo dell’ansia soppiantata da un effetto di rilassamento generale, accompagnato da una piacevole sensazione di calore e da un notevole miglioramento dell’umore. (…)”

Nella stessa data anche Torino Cronaca e La Stampa (Vedi articolo) ne hanno parlato. Visto il successo, il progetto è stato rinnovato; ulteriori ed altrettanto positivi sono stati i risultati ottenuti, pubblicati dall’American Journal of Hospice and Palliative Medicine (Vedi articolo) e negli atti del XII National Congress of Medical Oncology tenutosi a Roma nel Novembre 2010 (Vedi documento a pag 52).Nella stessa data anche Torino Cronaca e La Stampa (Vedi articolo) ne hanno parlato. Visto il successo, il progetto è stato rinnovato; ulteriori ed altrettanto positivi sono stati i risultati ottenuti, pubblicati dall’American Journal of Hospice and Palliative Medicine (Vedi articolo) e negli atti del XII National Congress of Medical Oncology tenutosi a Roma nel Novembre 2010.

Presso il C.S.P.O. di Firenze, Centro per lo Studio e la Prevenzione Oncologica, la Dott.ssa  Silvia Cecchini ha condotto uno Studio Controllato su portatrici di infezione cervicale da virus HPV, evidenziando come nel Gruppo di Controllo (non trattato), la percentuale di regressione spontanea sia stata del 27%, mentre nelle pazienti trattate con il Reiki la regressione si è avuta nell’83% dei casi. Altre ricerche di successo sono state condotte e promosse dall’Associazione REF (Ricerca, Educazione e Formazione per la Qualità della Vita) fondata dalla Dott.ssa Elisabetta Cofrancesco, Ematologo Clinico, Cardiologo, Psicoterapeuta, Ricercatore e Docente presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Milano nonché Master Reiki. I risultati di tali studi sono stati resi pubblici durante convegni e congressi nazionali o su riviste nazionali ed internazionali. Segnaliamo tra questi "Il Reiki nell'assistenza infermieristica al paziente anziano con neoplasia avanzata" pubblicato sulla Rivista Italiana di Cure Palliative, Numero 3, Autunno 2005, alle pagine: 54-59 (Leggi l'articolo).

RICERCHE NEL MONDORICERCHE NEL MONDO
Alcuni pazienti del Columbia/HCA Portsmouth Regional Hospital hanno avuto l’opportunità di sperimentare un trattamento Reiki di 15 minuti pre- e post- operatorio. Più di 870 persone hanno partecipato al test ed il risultato è stato un minor uso di farmaci antidolorifici, degenze ospedaliere più brevi e una maggiore soddisfazione rispetto al servizio. Questo quanto esposto nell’articolo: “Using Reiki to Support Surgical Patients" di Patricia e Kristin Aladydy, publicato sul Journal of Nursing Care Quality 1999 Apr;13(4): pp. 89-91. Il famoso cardiochirurgo, Dr. Mehmet Oz, del Columbia Presbyterian Medical Center di New York, si è fatto assistere da Julie Motz, operatrice Reiki, durante alcune operazioni a cuore aperto e di trapianto di cuore. Su 11 pazienti trattati nessuno ebbe la consueta depressione post-operatoria. I pazienti cui era stato inserito un bypass non ebbero dolori post-operatori o debolezza ed i pazienti trapiantati non ebbero rigetto dell’organo. La stessa Julie Motz ha scritto di questa esperienza nel libro "Hands of Life" (Mani di Vita). Lo studio di Brewitt, Vittetoe e Hartwell "The Efficacy of Reiki Hands-On Healing: Improvements in spleen and nervous system function as quantified by electrodermal screening" ha rivelato come Reiki abbia apportato un miglioramento delle funzioni della milza, del sistema immunitario e di quello  nervoso, in pazienti con malattie croniche come la sclerosi multipla, il lupus, la fibromalgia e lo struma tiroideo. Il tutto accompagnato da una diminuzione del dolore, da una maggiore mobilità e sensazione di rilassatezza. Altri studi hanno dimostrato come Reiki sia efficace su ansia e depressione (Vedi documento), come terapia antidolore (Link) e come abbia un effetto fisiologico misurabile su emoglobina ed ematocrito (Link).

n197 pubblicazioni reiki PubMed

ANDAMENTO NEGLI ANNI DEL NUMERO DI PUBBLICAZIONI SU REIKI PRESENTI NEL DATABASE DI PUBMED 
Gran parte di queste ricerche, insieme alle molte altre condotte su Reiki, sono raccolte da PubMed, (http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed) la banca dati biomedica online sviluppata dal National Center for Biogechnology Information (NCBI) presso la National Library of Medicine (NLM). Il valore scientifico delle informazioni è garantito dalla selezione manuale dei contenuti condotta da qualificati comitati scientifici. Sono più di 2000 le pubblicazioni che, inserendo “Reiki” come parola chiave nella ricerca, compaiono tra i risultati. E il numero cresce, ogni anno, sempre di più. Reiki presenta grande potenzialità in campo sanitario in quanto: la tecnica è standardizzata ed è riproducibile da operatore a operatore e, per lo stesso operatore, da un trattamento all’altro.è praticabile anche da personale non sanitario (volontari) in pazienti ricoverati o a domicilio;non utilizza aghi, strumenti o apparecchiature particolari;non sono necessarie doti speciali innate degli operatori; soltanto un’adeguata formazione che si acquista durante un seminario di primo livello, della durata di due giorni,è di facile apprendimento e alla portata di tutti;è praticabile su se stessi con l’autotrattamento, sostiene e ricarica energeticamente, e quindi è utile anche nel sostenere il personale di assistenza, in quanto riduce l’ansia da prestazione, la depressione e il senso di impotenza, la stanchezza fisica ed emotiva;non è nota alcuna tossicità o effetto collaterale.Noi, come Città della Luce, ci stiamo muovendo per ottenere l'accreditamento ECM (Educazione Continua Medica) per i nostri corsi di Reiki.


Articolo a cura di Giacomo Magi, Ingegnere Energetico, Maestro di Reiki e Operatore Olistico.

Fonte: http://www.reiki.it/it/reiki-negli-ospedali

AGGIORNAMENTO

Il Reiki viene praticato anche a Napoli, da cinque anni, presso la ASLNA1-DS33 -  ambulatorio di ginecologia diretto dalla dottoressa Giulia Zinno -  e nel carcere femminile di Pozzuoli (NA). Entrambe le iniziative sono promosse dall'Associazione Yantra e realizzate grazie all'opera dei suoi volontari.

Letto 32 volte Ultima modifica il Giovedì, 19 Aprile 2018 14:34
Jones

Lorem ipsum dolor sit amet, consectetur adipisicing elit, sed do eiusmod tempor incididunt ut labore et dolore magna aliqua. Ut enim ad minim veniam, quis nos exercitation ullamco laboris nisi ut aliquip ex ea commodo consequat. Duis aute irure dolor in reprehenderit in voluptate velit esse cillum.

Altro in questa categoria: « Massaggio tibetano: tecniche e benefici

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

NOTA! Questo sito utilizza cookies per la profilazione.

Continuando con la navigazione accetti implicitamente il loro uso. Per saperne di piu'

Approvo